
A occhi chiusi
Angela Chiti
Con l’uso del colore la serie di opere fotografiche a occhi chiusi mostra una svolta decisiva nel percorso artistico ed espressivo di Angela Chiti. Finora il suo talento e la sua passione avevano ritenuto opportuno utilizzare esclusivamente il bianco e nero, scanditi nelle loro infinite variazioni. Nella raffinata eleganza dei suoi microcosmi evocativi, a volte è difficile capire se si tratta di fotografie o di opere pittoriche fotografate. È come se pittura e fotografia fossero entrate in simbiosi, compenetrandosi in risultati emblematici e fortemente suggestivi, evolvendo in una dimensione “altra”, in cui sogno, memoria, vissuto si intrecciano e rimandano ai molteplici aspetti dell’interiorità umana. Sono immagini in assenza di peso specifico, aliene alla gravità, al tempo e a qualsiasi anatomia, realizzate senza alcuna elaborazione tecnica o costruzione formale. Vi si possono immaginare lievi tracce materiche di realtà, ma forse è soltanto una necessità razionale di chi guarda e non accetta di lasciarsi andare al “vuoto” di pochi elementi immersi nella luce e nel colore. Un vuoto permeato da un’ “essenza” silenziosa che l’artista ha intuito e fermato attraverso la fotografia. Con l’intenzione di sospendere, anche solo per un istante, il ritmo convulso del vivere e spostare l’attenzione su tutto ciò che ogni giorno sfugge, cancellato dall’urgenza. Anche dalla poesia l’artista prende spunto per le sue opere ed ecco perché nel libro/catalogo, pubblicato da Morgana Edizioni per questa occasione espositiva, sono inseriti vari testi di quegli autori preferiti, come Emily Dickinson, Matsuo Basho, Dino Campana, Cristina Campo, Giorgio Caproni, che la accompagnano e la ispirano nell’ascolto del lato nascosto delle cose che la circondano, e nella ricerca della visione di un altro orizzonte di senso.
Galleria immagini della mostra "A occhi chiusi" tenutasi nel 2009 a Palazzo Medici Riccardi, Firenze