Angela Chiti

photographer

Constant flow

Posted by in on 11 Mag, 2005 | 0 comments

Prima che diventi mare, la nostra espressione, la nostra parola è stata goccia in grado di scavare pietre.

Ha percorso sentieri di fiumi, vallate di laghi e tortuosità di ruscelli, ha lambito la fermezza delle coste a cui ha costantemente opposto la necessità impellente di assecondare la sua natura e quindi di andar via, di scorrere come un costante fluire tra terre e luoghi, età e ragioni fino ad arrivare ad essere mare, distesa maestosa ed enorme.

Estetica di una dimensione esistenziale che descrive una similitudine strettissima con l’acqua, come compenetrazione di nature affini che continuamente ridestano il ruolo della forma, e impongono alla vista le ragioni che governano la consistenza del proprio essere, libere da ogni limite circoscritto di forme che le contengono. Allora l’acqua è come la materia vulnerabile che ci domina, come parola che governa ragioni interiori lontane ormai da ogni riduzione fisica.

Ogni sua espressione, come ogni suo dire lega se stessa alla consistenza del nostro sentire e noi in essa ritroviamo ciò che di noi percepiamo.
Vi è un unico principio che lega noi alla consistenza silenziosa del reale, ed è quello che lascia intravedere una verosimiglianza tra ciò che sentiamo e non vediamo e ciò che vediamo e riconosciamo come nostro. Come un lontano e incessante unico fluire.